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Tra i Banchi del Mercato | Tipici Pugliesi

Pane di Altamura D.O.P. 500gr

Pane di Altamura D.O.P. 500gr

Prezzo di listino €4,90 EUR
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Scopri il Pane di Altamura, il pane tradizionale della Puglia famoso per la sua crosta croccante e la mollica soffice. Prodotto esclusivamente con semola di grano duro, lievito madre e acqua purissima, il Pane di Altamura vanta una lunga lievitazione e una cottura in forni a legna, che gli conferiscono un aroma e un sapore inconfondibili. Questo pane, certificato con la Denominazione di Origine Protetta (DOP), è il risultato di secoli di tradizione e maestria artigianale.

 

peso netto 500gr

PRODOTTO RALIZZATO A MANO

Prodotto da: Panificio DiGesù - Altamura, Puglia

Ingredienti: Semola rimacinata di grano duro, acqua, lievito madre, sale.

DICHIARAZIONE NUTRIZIONALE: valori medi per 100gr di prodotto

Energia  Kj 1294
Kcal 305
Grassi gr 22
di cui saturi gr 0
Carboidrati gr 60,1
di cui zuccheri gr 6,5
fibre gr 1,9
Proteine gr 10,4
Sale gr 1,5

 Conservare in luogo fresco e asciutto lontano da luce o fonti di calore.

UN PO' DI STORIA

Il pane, come elemento base del regime alimentare delle popolazioni dell’Alta Murgia, prodotto tradizionalmente in grandi pezzature, nella sua forma caratteristica, denominata “u sckuanète”, era impastato prevalentemente dalle donne tra le mura domestiche, e portato a cuocere in forni pubblici. La produzione del pane era dunque un atto corale, sul piano sociale e culturale, nel quale la sfera familiare e privata si incrociava con quella pubblica.

Per evitare che le pagnotte si confondessero, il fornaio procedeva a marchiarle con le iniziali del proprietario o del capofamiglia, impresse su un timbro di ferro. Solo allora procedeva ad infornarle.

La principale caratteristica del pane, preservatasi nel tempo, era la durevolezza, indispensabile per assicurare il sostentamento di contadini e pastori nelle settimane che trascorrevano lontano da casa, al lavoro nei campi o nei pascoli, sulle colline murgiane. Il pranzo di questi lavoratori consisteva infatti essenzialmente in una zuppa di pane insaporita con olio di oliva e sale. Fino alla metà del secolo scorso si poteva udire per le strade di Altamura il grido del fornaio che annunciava, all’alba, l’avvenuta cottura del pane.

Il primo riferimento al luogo di origine del prodotto, se non proprio riconducibile ad Altamura ma sicuramente al territorio murgiano, è rintracciabile nel libro I, V delle “Satire” del poeta latino Orazio, il quale nella primavera del 37 a.C., nel rivisitare il paesaggio della sua infanzia, nota l’esistenza del “pane migliore del mondo, tanto che il viaggiatore diligente se ne porta una provvista per il prosieguo del viaggio”.

La tradizionale attività di panificazione di Altamura trova conferma ne “Gli Statuti Municipali della Città fatti nell’anno 1527”, i cui articoli relativi al dazio del forno sono stati trascritti, a cura di G. De Gemmis, nel Bollettino dell’Archivio-Biblioteca-Museo Civico, nell’anno 1954 (pag. 5-49).

Un altro documento, risalente al 1420, sanzionava l’esenzione del dazio del pane per il clero di Altamura.

Il pane di Altamura, frutto di una tradizione che risale addirittura al 1° secolo a.C., viene ancora oggi prodotto seguendo l’antica ricetta tramandata di generazione in generazione da contadini e pastori sin dal Medioevo. Immutati nel corso dei secoli sono gli ingredienti – semola rimacinata di grano duro, lievito madre, sale e acqua -, così come il processo di lavorazione, articolato in cinque fasi: impastamento, formatura, lievitazione, modellatura, cottura nel forno a legna.

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